Cronaca

Fermati coi fucili dai carabinieri mentre erano pronti a sparare | FOTO

I due beccati grazie ad una segnalazione del nucleo provinciale del Wwf

I fucili sequestrati dai carabinieri

Due cacciatori di frodo, di cui uno senza porto di fucile e senza licenza di caccia, sono stati fermati domenica a Mondragone grazie ad una segnalazione della vigilanza venatoria ed ambientale del WWF Italia (nucleo provinciale di Caserta).

Sono state sequestrate dai Carabinieri Forestale di Roccamonfina, intervenuti in località “Fosso Recinto” perché chiamati dalle guardie del WWF, attraverso il numero di emergenza 1515, due fucili da caccia calibro 12 in loro uso, 147 cartucce cariche ed il richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico completo di diffusori acustici, cavetterie e batterie. I due cacciatori di frodo, che stavano in esercizio venatorio nei pressi di un laghetto, sono stati denunciati alla Procura di Santa Maria Capua Vetere in stato di libertà, in concorso, per esercizio di attività venatoria con l’utilizzo di mezzo non consentito (richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico).

“Esercitare la caccia senza licenza e senza porto di fucile è molto grave” si legge in una nota del Wwf “soprattutto perché il prelievo della fauna selvatica diventa un vero e proprio furto allo Stato, in quanto la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato. C’è da evidenziare, inoltre, che il reato di utilizzo dei richiami elettroacustici è particolarmente grave per il danno alla natura, perché in questo modo i cacciatori di frodo con pochi colpi riescono ad abbattere un numero elevato di animali”.

Molto spesso i cacciatori di frodo non segnano neanche gli animali selvatici uccisi sul tesserino venatorio regionale, per evitare di superare il numero del carniere giornaliero e di stagione venatoria previsto per ogni specie. “Anche questo è un passaggio importante perché il numero di animali da abbattere deve essere contenuto e deciso scientificamente, altrimenti le popolazioni di quegli animali tendono a ridursi a livelli troppo bassi e davvero pericolosi per la sopravvivenza delle  stesse  specie” continua il Wwf. “Solo per fare qualche esempio, la bibliografia scientifica degli ultimi anni sta mettendo in evidenza la sofferenza numerica di specie come la quaglia, l’allodola, beccaccia, il moriglione, la marzaiola, la pavoncella e tante altre”.

Il WWF Italia è parte del progetto SWiPE “Successful Wildlife Crime Prosecution in Europe”, finanziato dal programma europeo LIFE e mirato a rafforzare il contrasto ai crimini contro la natura tramite la collaborazione diretta con magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine e tutti coloro che hanno un ruolo attivo nelle azioni di investigazione e persecuzione di questi odiosi crimini.

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